è sera, e il neonato PIANGE!

Ogni neogenitore (o quasi, su, siamo ottimisti) vive questo momento, ma nessuno ne parla. come se fosse un segreto, qualcosa di cui ssshhh non si può parlare.

Le chiamano coliche, ma se così fosse, verrebbero sempre di sera per poi sparire come per magia, magari con una passeggiata fuori o in auto?

Allora, facciamo un passo indietro, un bel respiro e immaginate che io adesso, proprio adesso vi porga un biglietto aereo con una valigia impacchettata per voi da me e vi dica:
"Adesso esci, qua fuori c'è un taxi che ti porta in aeroporto e prenderai questo volo per Illullissat (nemmeno vi dico dove, per chi non lo sapesse, così vi documentate su dove sta, che clima c'è, come si vive ecc.), e tu da domani vivrai lì per sempre. non puoi telefonare a nessuno per salutare. Forza, vai!"
Come vi sentireste? Spaesati, vero? Magari confusi, arrabbiati o spaventati.

La maggior parte degli adulti, anche quando va in vacanza all'estero, e la vacanza è una cosa bella e voluta, si ritrova comunque nei primi giorni a dormire male, o a faticare ad andare in bagno.

Quindi perché per un neonato, che ha appena lasciato tutto un UNIVERSO che conosceva per un mondo completamente diverso, dovrebbe non piangere, dormire senza problemi, stare sempre tranquillo e sereno, accettare di buon grado qualunque nuovo stimolo gli arrivi?

Nell'utero non c'è caldo o freddo, è una temperatura perfetta. Non c'è fame o sete, dalla placenta arriva il nutrimento. I rumori sono ovattati, la luce soffusa e in penombra, come in una spa. Fuori è tutto completamente diverso.
Quanto tempo ci vorrebbe a noi per abituarci a vivere a Illullissat (guardate anche la questione ore di buio e di luce in questa area geografica!)
Perché il nostro bambino appena nato dovrebbe essere in grado di abituarsi subito e da solo a tutti questi cambiamenti?

E ora veniamo all'orario di crisi serale, quello del pianto inconsolabile, in cui sembra che nulla possa funzionare. Vengono chiamate coliche, ma non lo sono. Ma questo non significa che il bimbo si stia inventando il suo disagio o cerchi di manipolarvi in qualche modo (questa cosa non è biologicamente possibile!). Quindi cosa succede? è stanco, ha accumulato stimoli e stress durante la giornata e questa è la sua reazione. Ma come fa a essere stanco un neonato che sta steso, mangia e dorme tutto il giorno? Come ho detto, ogni cosa per lui è una novità con cui imparare a convivere: la luce del televisore, il rumore fuori dalla finestra, le luci, gli spifferi, la musica, il cane che abbaia, i parenti che vengono a trovare, i vestiti da indossare, tutto è nuovo e da elaborare!
Nei primi tre anni di vita di un bambino il suo cervello cresce del 340%, come potremmo pensare che questo avvenga senza effetti?

E quindi cosa facciamo? Stiamo insieme a lui: piangere abbracciati insieme a chi ci ama non è come piangere da soli. Se la mamma è troppo stanca (perché se c'è un neonato, cè anche una neomamma) chiede aiuto al papà, la nonna, la sorella, la zia, l'amica, la doula.
Respiriamo, perché i bimbi si accorgono se chi li tiene in quel momento è a sua volta stressato e agitato. Pensate se foste voi a essere tristi e a consolarvi dovesse essere qualcuno super nervoso e nel panico. Non credo funzionerebbe bene.

Osserviamo: quali stimoli possiamo momentaneamente eliminare o ridurre, per contenere il carico di stress del nostro piccolo?

Usciamo dal loop: ovvero, se possibile, cambiate aria! una passeggiata, uscire in giardino, andare in auto, cambiare scenario, spesso aiuta.

Si può usare una fascia, per ricreare quel contenimento simile a quello dell'utero che loro riconoscono.

a volte, se ci sono piccole tensioni muscolari legate al parto, un trattamento osteopatico può dare benefici.

Cantate insieme, usate rumori bianchi, qualunque suono o vibrazione/onda che favorisca il relax.

E ricordatevi che PASSA! non sarà così per sempre, è una cosa passeggera, fisiologica, legata al normale processo di adattamento alla vita fuori dall'utero. Però possiamo accogliere e favorire questo periodo di adattamento. Questo non vuol dire annullarsi del tutto, che la nostra vita di prima è persa per sempre, che il nostro bambino ha qualcosa che non va e che noi stiamo sbagliando tutto.
La vita è cambiata, è vero, impossibile negarlo, prima eravate due, ora siete in tre e il terzo ha bisogno di voi! o magari da tre siete diventati quattro, o cinque, o sei, non importa, ogni nascita rimescola gli equilibri, non si è più gli stessi di prima.
Quindi le cose che facevamo prima non si fanno più? Dipende, se le vorrete fare, la soluzione più semplice ed ecologica e di benessere per tutti, è cambiare la modalità o i tempi.
Gli aperitivi? si possono fare, magari saranno un po' di meno. Andare a ballare fino al mattino dopo, più difficile, almeno per un po'. Viaggiare? Certo che si può! A cena fuori? Ma sì, una volta che avrete capito quali sono i vostri nuovi ritmi e orari!
Ma se invece vi aspettate di riuscire a fare le stesse cose di prima nello stesso modo e tempo di prima, non dico che sia impossibile, ma sarebbe estremamente faticoso e potenzialmente frustrante, perché inutile negarlo, la situazione non è quella di prima.
Godete di ogni momento che vivrete da ora in avanti, perché non tornerà più, anche se avrete altri figli, non sarà la stessa cosa, voi sarete diversi e i bambini saranno diversi, e solo osservando, vivendo ogni momento, seguendo la corrente, potrete scoprire le vostre risorse per affrontare quel momento di crisi serale e per scoprire come nutrire anche i vostri desideri.