Alla fine è tutta questione di relazione

Sono passati sei anni da quando mi sono affacciata come mamma e professionista al mondo del babywearing, dei pannolini lavabili e dell'igiene naturale (nota ai più, ma spesso ignota dalle nostre parti, elimination communication). Mi sono formata, informata, documentata, ma ad oggi sono convinta che quello che ha fatto davvero la differenza sia stata l'esperienza e il mettermi in relazione.
Sono convinta che se rifacessi oggi alcune delle prime consulenze che feci sei anni fa, le rifarei in modo completamente diverso. Non penso di aver lavorato male, anche allora, ma l'ho fatto,come dire, da manuale. Ho seguito le istruzioni, i punti chiave di ciò che avevo imparato in formazione. Ho ascoltato chi avevo davanti, certo, ma partendo sempre da un pacchetto di conoscenze che avevo acquisito. Col tempo ho capito che PER ME il modo migliore, più efficace di lavorare doveva essere un altro. Le mie vere maestre sono state le famiglie.
Prima la relazione.
Poi lo strumento.
Ho imparato a fidarmi.
A fidarmi delle famiglie che avevo davanti, anche quando pensavano di essere ingenuamente inesperte.
Ho imparato a fidarmi delle loro risorse, anche quelle ancora da conoscere.
Ho imparato a fidarmi di me, del mio intuito, della mia capacità di ascolto e del fatto che le mie conoscenze fossero al servizio delle famiglie e non il contrario.
Questo, ci tengo a precisare, è il mio modo di lavorare, e non come si deve lavorare. È il modo che ho trovato essere più efficace, che mi permette di andare veramente incontro ai bisogni di chi mi chiama.
Prima c'è la relazione. Vale per me in consulenza, come vale per le famiglie che scelgono di portare in fascia o marsupio. Ok, c'è tutto l'aspetto pratico, la comodità, la facilità con cui spesso (no, non sempre) i bimbi dormono, e tanti vantaggi e benefici che ora sono facilmente reperibili anche nella letteratura scientifica, ma prima di tutto stiamo parlando di strumenti per facilitare la relazione tra genitori e figli. Se non c'è la relazione difficilmente si sceglierà il supporto giusto, la tecnica di legatura più adatta, difficilmente si comprenderanno le esigenze di genitori e bimbi o i tempi e modi più adatti per stare in fascia o marsupio.
Per i pannolini potrei fare un discorso analogo, tranne che per il fatto che , almeno in Italia, le formazioni in questo ambito sono molto rare, quindi è tutta esperienza, tutta pratica. Io ho tre figli e tre esperienze diverse con i lavabili, ad esempio. E anche quando i genitori vengono da me per chiedermi quali pannolini lavabili sono meglio, io rispondo che non lo so, che dipende da loro. Così facendo i genitori si mettono in relazione con i propri bimbi, scoprendo sempre qualcosa di nuovo, sui propri ritmi, gusti in fatto di materiali, sulle proprie abitudini e routine. Una cosa interessante sui lavabili ad esempio è il fatto che sia i bimbi che noi ci accorgiamo più facilmente di quando i bimbi fanno pipì, perché, banalmente, si bagna il tessuto. Questo porta noi a stare più attenti e i bimbi a collegare più rapidamente il meccanismo di causa e effetto tra stimolo e sensazione di bagnato. Anche questo è relazione.
L'elimination communication si inserisce ancora più a fondo in questa dimensione: più che insegnare a un bambino secondo i nostri ritmi e tempi a fare pipì, siamo noi che ci mettiamo in comunicazione, in relazione e interpretiamo il linguaggio corporeo dei nostri bimbi per capire quando hanno bisogno di andare in bagno e questa cosa si può fare, se si vuole, sin dalla nascita. Se io l'ho fatto veramente? Sì, l'ho fatto. E anche qui, tre figli, tre esperienze diverse. Ah vuoi sapere se funziona? Sì, funziona. Ma non è sempre la cosa più immediata del mondo perché il linguaggio dei bimbi cambia in continuazione e ogni volta che hai capito il linguaggio in codice di tuo figlio, è la volta che ha cambiato segnali e devi ricominciare. Ma come dicevo, appunto, si tratta di entrare in una profonda relazione anche in questo campo e il legame è davvero stupefacente.
Spesso parliamo di babywearing o di pannolini lavabili come qualcosa di meccanico, un pezzo di stoffa con qualche gancio e/o cucitura. Certo, c'è anche il lato pratico e pragmatico. Ma in entrambi i casi si tratta di scelte molto precise per noi e i nostri figli, che diventano a tutti gli effetti strumenti per prenderci cura dei nostri bambini e in quanto tali, alla fine, sono anche, indovinate un po', strumenti di relazione.