Avere le mani libere...Non è solo una questione di praticità

Quando si parla dei vantaggi del babywearing, un aspetto che viene spesso menzionato è il fatto che la mmma può avere le mani libere. Mi sono resa conto che si tende a dare a questo aspetto una valenza puramente pratica, mentro dietro c'è molto di più.

Quando diventiamo mamme, veniamo travolte da emozioni e sensazioni. Questo tornado, se tutto è fisiologico ha colori positivi, ma anche nel migliore dei mondi possibili, anche la più felice delle neomamme, vive dei momenti di incertezza, di paura. Riuscirò ad occuparmi del mio bambino? Riuscirò a fare tutte le cose che facevo prima? E ora? Cambia tutto?

Sì, cambia tutto. Ed è un cambiamento che non va combattuto, ma accolto. Dobbiamo imparare a ridisegnare i contorni della nostra esistenza intorno a questa nuova piccola vita, e imparare a crescere insieme a lei. Insieme al bimbo e alla placenta non esce il libretto delle istruzioni, quindi è fondamentale prenderci del tempo, insieme al nostro bimbo, per conoscerci e costruire insieme un nuovo percorso (vale anche per il papà, eh!).  Alla costruzione di questo percorso è fondamentale che partecipi tutta la famiglia, che la neomamma sia supportata, che le sia concesso il tempo di cui ha bisogno. che le sia concesso che la casa rimanga sporca, che le sia concesso di avere le occhiaie, di fare di testa sua, di essere impefetta, di stare nella tana col suo cucciolo, se lo vuole, e di ricominciare a prendersi la sua vita quando si sente pronta, e nel modo in cui si sente pronta.10710572_10204791206081107_5843455884075297417_n.jpg

Il travaglio ci prepara a questo cambiamento. Uno stravolgimento. ecco perché è un travaglio. Da uno, si diventa due. è necessario che ci sia un travaglio. Ok, la sto prendendo alla lontana, ma vi assicuro che sto anche arrivando al punto: il babywearing può essere un grande amico per i neogenitori. Quante neomamme quasi si sentono in colpa quando a un certo punto succede che, nonostante il trio super tecnologico, la culletta ultra confortevole, la sdraietta ergonomica, il neonato dopo 10 minuti che viene messo a dormire (a volte 5) si risveglia e piange. E che si fa, si iniziano a passare notti insonni a cercare di riaddormentare il piccolo. Lo riaddormentiamo. lo poggiamo e...niente, si risveglia, e così via, all'infinito. Le notti insonni si moltiplicano, mamma e papà sono nervosi e stanchi, la casa va a rotoli....ok può sembrare un quadro catastrofico, ma forse nemmeno tanto.

Dormire la notte insieme al proprio bimbo può essere l'unico modo per riposare tutti, a volte. E se poi prende il vizio? Il neonato ha bisogno di contatto. non è un vizio, ma una necessità. Piangere è il solo mezzo di comunicazione che ha. è un cucciolo, e in natura, il cucciolo che sa richiamare i genitori, è un cucciolo che sopravvive. Non dimentichiamoci che siamo animali. Il "capriccio" è una cosa che arriverà mooooolto più avanti. Durante il giorno poi, se il bimbo non dorme nella culla, una fascia potrebbe essere una grande risorsa: il bimbo si addormenta, come per magia, se messo nel modo corretto, e la mamma, pure se è da sola in casa, può godere della vicinanza del proprio bimbo, annusarlo, osservarne le smorfie, imparare a conoscerlo, e nel contempo, avere le mani libere. Eccoci, ci sono arrivata. E ora che accudisce il proprio bambino, e si sente appagata, perché riesce ad occuparsi di lui, e lui è sereno, e ha le mani libere, che fa? ritorna autonoma! Vuole dare una sistemata a casa, perché ne sente il bisogno? può farlo. Vuole uscire, fare la spesa, o andare a un aperitivo con gli amici? può farlo. Portare il bimbo più grande al parco? può farlo. E senza l'ingombro (magari da caricare in ascensore o in macchina di quella navetta spaziale su ruote chiamata trio)

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Il risvolto di questa piccola cosa non è solo pratico, ma dietro c'è la possibilità per la neomamma di vedere accresciuta la stima in sé stessa, la fiducia nelle sue capacità. Si sente competente. Più facilmente sarà una mamma serena. 

Ora, io non voglio dire che la fascia è la panacea di tutti i mali, ma può essere un validissimo aiuto per recuperare la fiducia in noi stesse e in competenze che abbiamo, ma dobbiamo avere il tempo di riscoprirle.