Buonanotte e sogni d'oro

Ricordo i tempi dell'università a Roma, quando a determinare quando dormire e quando svegliarmi ero io e basta (e l'interesse che avevo per la prima lezione del giorno dopo, ok). Ricordo che quando ero a studiare in Siria, gli amici mi chiamavano Snoopy, perché dormivo ovunque, come Snoopy sul tetto della sua cuccia. Poi ho iniziato a lavorare, su turni e ho avuto orari anche molto infelici, ma mi organizzavo su quando andare a dormire per riposare il più possibile. Poi c'erano i giorni di riposo e le ferie.
Quando sei incinta, tra momenti di insonnia, la pipì la notte, la fatica a trovare la posizione, il tuo corpo è come facesse gli stress test, per prepararti ai risvegli che verranno dopo (che diciamolo gli stress test faremmo anche a meno, tanto il training dopo è più che sufficiente no? Cioè fatemi dormire finché posso!)
Poi c'è il dopo. Quando il bimbo nasce e arriva quel magico momento in cui devi capire come funziona la notte. Come fare per riposare il più possibile. Se poi i bimbi sono più di uno, beh qui siamo al livello pro.
La privazione del sonno è una brutta bestia, lo ammetto. È difficile prenderci cura dei nostri piccoli se non dormiamo o se dormiamo a puntate per tanto, tanto, aiutatemi a dire tanto, tempo. Vorremmo trovare una soluzione. È il nostro istinto di sopravvivenza in azione insieme alla nostra neocorteccia: trovo soluzione, ergo risolvo problema, ergo si torna a dormire! Tutti vincono e escono eroi vittoriosi.
Ma no. Non funziona così. Partire dal presupposto che ci sia un problema, qualcosa di sbagliato e non funzionante ci fa perdere in partenza. O meglio, il problema c'è ed è "mamma (talvolta anche papà) non dorme", non "il bimbo si sveglia". Lo so che questo sembra ingarbugliare le cose e no non sono la stessa cosa perché il punto di vista è differente. Il bambino si sveglia perché nei primi anni di vita è naturale e fisiologico che lo faccia. Gli stimoli che portano il suo cervello a crescere, la sua competenza in evoluzione nell'ambito dell'ansia da separazione, la sua gestione dei cicli del sonno...tutta questa roba è tanta roba ed è in continua evoluzione e un effetto fisiologico di questa crescita sono i risvegli.
Quello che ci mette in crisi è che noi abbiamo perso il controllo sul nostro riposo ma sarebbe lo stesso se l'insonnia fosse causata da altro. Il risultato sarebbe sempre: non dormiamo.
Quindi che fare?
Intanto relax: il vostro bimbo sta bene. Anche se non ci piace che si svegli, sta bene. Non lo avete viziato con il seno, o col lettone, o con le coccole, non dovete svezzarlo o passare all'artificiale per risolvere il problema del sonno del bambino perché il più delle volte il problema non è il sonno del bambino ma il sonno della mamma. Diverso è se vedete che il bimbo stesso è a disagio con questi risvegli, se vi accorgerete che è nervoso e allora sempre con grazia e osservazione si può lavorare sulla vostra routine e capire cosa non lo fa riposare come avrebbe bisogno. A quel punto si può prendere un tempo per capire come accompagnare il nostro bimbo verso un ritmo sonno veglia che vada incontro alle sue necessità. Ma se il bimbo è sereno e gli zombie siamo noi, non è il bimbo che ha un problema. Quindi cosa fare? Intanto via l'ansia che il nostro bimbo abbia qualcosa che non va, come dicevo, e questo è già un aiuto, meno stress. Poi, il vostro bagaglio ormonale è diverso da quello di prima. Avete un nuovo super potere: i vostri ormoni sono combinati in modo da poter sopportare e sopravvivere a tutti questi risvegli. Quindi sì, possiamo farlo!
Sì ma questo non toglie che siamo esauste!
Giusto. Allora ricavate dei momenti durante il giorno in cui fare dei riposini. Magari ascoltando delle onde theta. E magari in posizione di massimo scarico per il massimo relax in poco tempo. Poi c'è sempre il grande classico che funziona: dormi quando il bimbo dorme. E poi chiedi aiuto: coordinati con il partner, con la tua mamma, le amiche le sorelle per ricavarti un tempo per riposare quando ti serve. Tutti dormono perché tu non dovresti? Non accendete TV o cellulari per "aspettare di dormire ancora" il cervello si attiva e per lui è come se fosse giorno.
Ricordo che quando nacque la mia prima bimba e mi svegliavo quando lei si svegliava mi ritrovavo a fantasticare su quante mamme fossero sveglie come me in quel momento a fare la stessa cosa che facevo io. Era un pensiero che da un lato dava le vertigini accompagnato da una sorta di "e che cavolo!" Ma allo stesso tempo mi dava forza. Era come se mi collegassi a tutte le madri del mondo e di tutti i tempi. Era come se insieme tutte cullassimo la mia bimba. Notte dopo notte. Ssshhhh.