Da genitori a nonni, il passo è...gigante!

Vi ricordate quando dico che la prima volta che diventi mamma, ti ribalta come un calzino, la seconda sovverte tutte le tue certezze e la terza invece diciamo che bene o male ci sei perché se tutto va bene hai messo a nanna le aspettative?

Pensiamo un attimo a quella prima volta. Le aspettative possono essere una trappola schiacciante.

Abbiamo aspettative verso i nostri bimbi, su quanto e quando e come devono mangiare, dormire, piangere. Abbiamo aspettative verso noi stessi verso quello che dovremmo fare e come e quando dovremmo farlo perché per tutta la vita siamo stati liberi di fare così. E poi noi, che siamo diventati ora genitori, abbiamo aspettative verso i nostri genitori. Ci aspettiamo che loro ci aiutino come serve a noi, che parlino come noi vorremmo che parlassero, ci aspettiamo che cedano lo scettro del ruolo di genitore per passare , beh a quello di nonni. Ci aspettiamo che rispettino le nostre scelte sulla gestione e accudimento della famiglia e che ci siano vicini nel momento di difficoltà.

Sarebbe bellissimo. Ma anche nel caso dei nonni, spesso le aspettative ci fregano.

Nella mia esperienza di Doula una delle tematiche con cui spesso mi trovo a lavorare è proprio questa. La difficoltà delle neomamma e in generale dei neogenitori a sentirsi legittimati nel loro ruolo di genitori e le frequenti tensioni tra scelte educative dei genitori e dei nonni. Noi stessi come famiglia abbiamo dovuto prenderci le misure, soprattutto, appunto, con la nascita della nostra prima bimba, e ci tengo a sottolineare che la responsabilità della tensione non sta, come sarebbe comodo pensare, solo da una parte. Mi spiace, nessun carnefice. Ma quello che troverete in queste righe sono esempi di situazioni molto frequenti dove spesso si usano da una parte o dall'altra modalità, che seppure in buona fede, possono essere aggressive.

Quando diventiamo genitori, abbiamo ancora tutto da imparare, ma sicuramente abbiamo delle idee, dei valori, principi che non siamo disposti a negoziare e terreni in cui invece chiederemo consiglio, perché sennò andremmo a Schiaffoni nella nebbia.

Ad ogni modo spetta ai genitori decidere sull'allattamento, sul cosleeping o no, fascia o passeggino, svezzamento classico o blw, asilo o no, e così via all'infinito. Ora è il nostro turno. È il nostro ruolo. Il nostro momento. Quindi perché è così difficile mettersi al riparo dai vari

Ai miei tempi si faceva così
Io ho fatto così e tu sei cresciuto/a benissimo
Secondo me fai troppa fatica
Così lo vizi
Si è sempre fatto così
Io il latte non l'ho mai avuto, vedrai che anche a te succederà
Ma perché non fai come facevamo noi, artificiale e via!
A dormire nella sua camera, scusa tu mica piangevi!
Questo bambino mangia troppo
Questo bambino mangia troppo poco
Dallo a me, che mi ricordo ancora come si fa

E ragazzi, la lista è lunga, potrei continuare ad libitum. A me come mamma, sentire queste parole fa salire l'orticaria. Mi sale proprio il

MA MI LASCIATE FARE COME CREDO CON I MIEI FIGLI? MA PENSATE CHE NON SIA CAPACE?!

vi racconto un episodio personale

Quando nacque Rachele, il mio istinto e le mie ostetriche mi dicevano di allattare a richiesta. Ma avevo bisogno della conferma che fosse la scelta giusta per noi. La mia mamma, quando era diventata mamma mi aveva allattato per pochissimo tempo. Fu male informata e soprattutto mal supportata. Tutt'ora rimpiange quell'allattamento mancato che avrebbe potuto essere. Quando mi vide che attaccavo la mia bimba al seno ogni volta che lo richiedeva, mi suggerí di allattare ogni tre ore. Ma non ti stanchi troppo? Ma non le vengono le coliche? Ma non si riempie troppo lo stomaco?

Fermatevi, perché già vi vedo che sbuffate e alzate gli occhi al cielo. Uff, ancora con queste domande. Quanta invadenza.
No
La mia mamma era preoccupata. Voleva che io stessi bene.
È vero, era diventata nonna, e anche io volevo che facesse la nonna. Ma non per questo smette di essere mamma. La mia mamma.
Non solo.
Nel vedere me, seguire un modello completamente diverso dal suo, e supportato da figure sanitarie, quello che aveva fatto lei, lottava per continuare ad avere un senso. Nel vedere me, vedeva che il suo allattamento avrebbe potuto avere una storia molto diversa.
Capite cosa intendo? Le nonne non sono il nemico. Sono mamme. Che vedono figlie e figli diventare genitori, ma sono sempre mamme.

Poi però, ammettiamolo, nel vedere i propri figli che diventano genitori diversi da loro, non tutti i nonni reagiscono allo stesso modo.

La mia mamma ha fatto i conti con il suo vissuto. Ne ha preso atto. Era il suo bagaglio e non me lo ha scaricato addosso.

Poi ci sono altre situazioni in cui magari abbiamo divergenze di opinioni, ma ne parliamo e comunque le ultime decisioni spettano sempre a noi.

Purtroppo non è sempre così.
Quando sentiamo giudizi o consigli non richiesti come quelli della lista qua sopra, come Genitori ci sentiamo infastiditi, inadeguati, insicuri, nervosi, perché o vediamo non rispettato il nostro ruolo di genitore, o dubitiamo delle nostre competenze.
Allo stesso tempo, non dimentichiamo che davanti a noi non ci sono estranei, o mostri, o androidi, ma, che ci piaccia o no, esseri umani.
Dietro quelle domande, consigli, giudizi, ci sono bisogni di sicurezza per i loro figli, di legittimazione del loro ruolo, di complicità e cura verso i nipoti. Sono espressi in modo empatico? No! Ma forse, e dico forse, lavorando sulla comunicazione possiamo toglierci da quella posizione che ci fa soffiare come gatti e rizzare il pelo e capire quali bisogni e sentimenti li porta a dire cose del genere. E una volta capito questo, potremo formulare delle richieste chiare e concrete che possano essere di aiuto o di conversazione.

Perché spesso chiediamo aiuto e quello che riceviamo non è quello che ci serve.

Faccio un esempio: se ho bisogno di compagnia per me o i bimbi, è più facile che chieda aiuto ai miei genitori. C'è questa relazione e questa fiducia. Se ho bisogno di cose più pratiche per commissioni o un aiuto in casa, so che posso chiedere ai miei suoceri. Non è che agli uni chiedo le cose divertenti e agli altri quelle pallose, ma intanto ai miei genitori chiedo ovviamente più relazione perché abbiamo un forte legame, ma poi proprio, a mia mamma, pulire, riordinare, non piace. Mia suocera, invece, se le chiedo di darmi una mano a pulire, pulisce anche negli angoli dei davanzali. Davvero!

Questo però non significa che dobbiamo sfruttare i nonni come taxi, baby Sitter, parcheggio, cuochi, colf.

Sono i nonni, con i nostri bimbi hanno un legame profondo. I nostri genitori non saranno nonni nello stesso modo in cui furono genitori. Ci sarà da concordare e negoziare e trovo che sia un'occasione molto bella, magari di trasformare anche vecchie rigidità o conflitti.
Non cadiamo nella trappola di dire a priori ah tanto col casino che hanno fatto con me, non glieli lascio i miei figli.
Potrebbero esserci davvero situazioni in cui scegliamo di non lasciare i nostri figli, magari anche a uno dei nonni perché, i nonni sono a disagio, o i bimbi sono a disagio, o oggettivamente non è sicuro o educativo!
Ma prendere questa decisione a priori può essere una grossa perdita di opportunità di crescita per i nostri bimbi. I nostri bimbi sanno distinguere come comportarsi a casa, ad esempio, con i nonni, a scuola, se ci sono ad esempio regole diverse. Quindi se nonni e bimbi stanno bene insieme e si può nutrire un legame, si può passare sopra a una merenda di troppo ad esempio. Quello che conta è l'esperienza positiva.

Allo stesso tempo

Nonni, ora siete nonni, fidatevi dei vostri figli e delle vostre figlie.

Chiedete a loro se hanno bisogno di qualcosa se volete aiutare. Chiedete alle neomamme come si sentono e incoraggiatele, senza giudicarle e se avete dubbi, perché voi avete fatto in modo diverso a vostro tempo ricordate che quella è la vostra storia. Ma se proprio volete chiedere, non partite dal presupposto che voi avevate ragione e la neomamma torto. Chiedete ai neo genitori come vogliono crescere i loro figli, e se siete in difficoltà, parlatene insieme. E anche se non SMETTERETE mai di essere genitori, ora godetevi il viaggio della nonnitudine, che anche per voi è la prima volta, magari ed è tutta da godere.
E se i vostri figli e figlie sono dei genitori diversi da voi, non vuol dire che gli fa schifo quello che avete fatto con loro, vuol dire che sono cresciuti e ora possono scegliere il loro cammino, anche grazie a voi.