Due linee rosa

E poi un bel giorno ti ritrovi lì. Che non vedevi l'ora di fare il test perché te lo senti proprio. Oppure hai fatto di tutto per evitarlo per giorni, ma alla fine meglio togliersi il dubbio. Oppure è l'ennesimo cento milionesimo che fai e stai lì tra lo speranzoso e il demoralizzato.
Decidi di fare il test di gravidanza.

Ed eccole lì. Le due lineette rosa.

E adesso? Cosa fai? Cosa devi fare? Cosa è davvero urgente? Chi informare? E le visite? E il lavoro? E la famiglia? E la burocrazia? L'ecografia? E le altre settordici milioni di cose che ti vengono in mente non ce le metti?

Ok, fermi tutti.
Respira.
Se ti viene da ridere, ridi.
Se ti viene da urlare, urla.
Se ti viene da piangere, piangi.
Se ti gira la testa, lasciati andare, giù, il pavimento ti reggerà.

E non dimenticare di respirare. Sembra banale, ma fa la differenza. Queste sono le prime cose da fare quando ti trovi faccia a faccia con quelle due linee rosa.
Lo so che siamo da generazioni e generazioni portate a pensare che ci siano un sacco di COSE da FARE e alcune di queste sono effettivamente importanti, ma non servono proprio a niente se prima non ci mettiamo al centro del fatto che sì,

Sei incinta. Sì, un essere umano si formerà lentamente e sapientemente nel tuo corpo. Sì, darai alla luce questa nuova vita.

Prima cosa: respira e senti come stai. Seconda cosa: mettiti al centro.

E a un certo punto, per mille mila motivi potrebbe farsi spazio la paura che qualcosa vada male. E sempre perché siamo abituate così potrebbe esserti chiesto di nascondere quella paura sotto alla sabbia, sotto al tappeto, che di cosa ti preoccupi, vedrai che andrà tutto bene.


E allora terza cosa da fare: legittimati. Dai valore a ciò che senti, ai tuoi bisogni, alle tue emozioni, perché sei tu che sei incinta e darai alla luce.

E dopo che ti sei legittimata, quarta cosa: informati e scegli. Scegli chi saranno i professionisti a cui vi affiderete. Scegli il percorso che vi accompagnerà fino alla nascita. Informati su tutte le opzioni e risorse a tua disposizione, perché solo se conosci tutte le opzioni puoi scegliere liberamente.

Quante ecografie?
Ginecologo o ostetrica?
Corso preparto sì o no?
Parto in ospedale o a casa?
Esami del sangue quali?
Tutte queste domande e molte molte di più sono tutte legittime, e meritano di avere risposta. Ma vengono dopo.

Quando aspettavo Rachele ero euforica, ma subito la preoccupazione di chi dovevo informare e la burocrazia per sistemare il lavoro e le prime visite e le beta hcg, quanta roba da fare fuori da me, come se un primo trimestre fosse in qualche modo controllabile dall'esterno!

Con Elena avevo già la mia rete e già dall'ultima mestruazione avevo la certezza che sarebbe stata l'ultima per un bel po'. E così è stato. E non c'è stato stress o un tentativo autoritario di tenere sotto controllo qualcosa che non è manipolabile poi più di tanto a nostro piacere.


Quando ho scoperto Filippo ero così incredula che ho fatto due test. Avevo i sintomi, ma mi dicevo che era impossibile. Ho fatto un test e ancora non ci credevo. Ne ho fatto un altro. Era proprio vero. Ed ero nel pallone perché da quando mi ero trasferita non avevo ancora una rete, non avevo ancora un'ostetrica a cui fare riferimento. Panico. Poi mi sono fermata. L'ostetrica l'ho trovata. E solo sapere che c'era mi bastava, l'avrei vista poi un mese e mezzo dopo. Sapevo come volevo vivere la gravidanza e PER MIA SCELTA, dopo essermi ben informata, come era stato anche per Elena, non mi sono fatta visitare internamente durante la gravidanza.

Mettiti al centro. Tu e il tuo bambino/a. Partite da voi. Prima del fare c'è lo stare.