E la vita di coppia disse: niente sarà come prima...

Quando sei in dolce attesa questa formula magica ti investe, almeno una volta nel corso di quei nove mesi: "dopo, niente sarà più come prima".
Dopo la nascita dei figli cambierà tutto. Affermazione talvolta seguita da risata satanica.
In sintesi è una sorta di minaccia o ammonimento dantesco del tipo "abbandonate ogni speranza o voi che entrate".
E ora arriva lo scoop. È vero. Tutto cambia dopo l'arrivo dei figli. Se in meglio o in peggio non dipende dall'arrivo dei figli in sé, ma resta la grande certezza che sì, tutto cambia. Cambia il senso delle priorità, l'organizzazione quotidiana, quello che si guarda in TV quando anche i figli hanno voce in capitolo, cambiano gli orari in cui si esce e quelli in cui si va a dormire, cambia magari la macchina, magari il modo di mangiare e di parlare, e tanto altro.
Ah sì, la vita di coppia cambia. Prima si era un sistema di due persone. Come si diventa 3, 4, 5 ecc... è ovvio che il rapporto cambi. Il sistema è cambiato, non può rimanere uguale a prima. E il nuovo arrivato dipende dalle cure degli adulti della famiglia quindi è logico che il tempo dedicato alla vita di coppia cambi.
Inoltre nella maggior parte dei casi si scopre una stanchezza nuova, fisica e mentale perché il ruolo del genitore, non importa quanti libri abbiate letto durante la gravidanza è tutto da imparare e si impara sul campo.
Il cambiamento è talmente grande e in continua e rapida evoluzione che si può andare incontro a momenti di frustrazione e confusione e tra i partner la comunicazione può risentirne, sfociando in incomprensioni e accese discussioni. Quindi come ne usciamo? Prima di tutto prendiamo atto del fatto che il cambiamento c'é e non si può fungere che non ci sia. Né si può spingere il tasto rewind e tornare all'assetto precedente, perché anche questo è un fatto: non si è più solo in due. Cercare di remare contro alla corrente di questo travolgente cambiamento può solo peggiorare le cose. Invece possiamo scegliere di essere dei surfisti. Seguire la corrente e sfruttarla a nostro vantaggio scoprendo dove ci porta. Possiamo osservare il cambiamento, viverlo e scoprire nuove risorse, nuove cose da fare o vecchie cose da fare in modo nuovo.
Poi possiamo scegliere l'empatia. Ogni essere umano ha dei bisogni. Quando questi non sono soddisfatti emergono sentimenti come tristezza, frustrazione, ansia, rabbia ecc. La comunicazione non violenta da questo punto di vista ci viene in aiuto, perché portando la comunicazione su un piano di espressione di bisogni e sentimenti, ci incoraggia a trovare strategie comuni per nutrire i bisogni affamati, senza che ci sia giudizio nei confronti di nessuni, di ciò che è stato fatto o non fatto, detto o non detto. Si tratta di essere autentici, chiarire come ci si sente, perché abbiamo un dato bisogno. Se non si ha l'abitudine di comunicare in questo modo, all'inizio è difficile, proprio perché è così straordinariamente semplice, ma i risultati a lungo termine sono impagabili.
E poi c'è la sfera intima. Durante la gravidanza e dopo il parto i cambiamenti fisici possono avere un impatto su entrambi i membri della coppia. Finora mi è capitato di affrontare e lavorare su questo argomento solo con coppie eterosessuali, ma sarei felice di confrontarmi anche con coppie omosessuali per meglio supportare le famiglie in questo passaggio.
Durante la gravidanza il corpo della donna cambia. Si arrotonda, il seno cresce, la sensibilità cutanea aumenta, il pavimento pelvico cambia, gli ormoni cambiano e per molti aspetti dominano la situazione. Poi c'è il parto, in cui la donna è attraversata dalla potenza e dalla fisicità della vita e questo momento è una sorta di varco interdimensionale tra tutto ciò che c'era prima e ciò che sarà dopo. Sia che il parto sia un evento meraviglioso e ancora di più se è segnato da trauma, il rapporto con la sfera intima per la donna cambia.
E dopo il parto c'è l'allattamento, dove il seno è all'improvviso fonte di nutrimento e la sensazione sulla pelle è cambiata, e poi ancora gli ormoni che fanno il loro lavoro, per cui la donna che diventa madre può essere spaesata in questo nuovo corpo, con la pancia non più tonica come prima (non parlo di magra o grassa) né più piena come in gravidanza. Con un pavimento pelvico che bisogna imparare a conoscere da capo.
Quanto ci vorrà prima che lei desideri rivivere l'intimità col partner? Chi può dirlo. Sicuramente se c'è una buona base precedente con un buon rapporto col proprio corpo e la sessualità questo aiuta, ma il fatto è che il cambiamento è talmente potente che quello che si può fare come partner è accogliere, rispettare, ascoltare.
Ma anche per l'uomo ci possono essere difficoltà. Ha visto la compagna trasformarsi, e può aver trovato questa metamorfosi meravigliosa oppure....strana. magari ha assistito al parto e magari non era preparato a ciò che ha visto e anche qui, questo vale sia per un parto idilliaco,ma ancora di più per uno traumatico. Vedere il parto, sul piano fisico potrebbe essere anche poco poetico o tenero per il papà e potrebbe modificare il suo modo di vedere la propria intimità con la compagna da ora in avanti.
Di nuovo ci vuole tempo. Rispetto. Ascolto. Accoglienza.
E insieme si può scoprire un nuovo capitolo della propria storia di coppia. Modi nuovi di stare insieme. Di sentirsi emotivamente e fisicamente.
Nulla sarà come prima. Ma se scegliamo di essere autentici e onesti, insieme, come coppia, potrebbe essere anche molto meglio, e sicuramente molto nuovo. Anche la vita di coppia, dopo i figli, nasce