Il puerperio non dura più solo quaranta giorni

Il puerperio indica i quaranta giorni che seguono il parto. Questo periodo era vissuto, in passato, dalla donna secondo usi e tradizioni ben definiti, basati su fondamenti più o meno scientifici, ma comunque volti a farle recuperare le forze e a favorire la conoscenza tra la madre e il proprio bimbo appena nato, in modo che potesse in breve tempo iniziare a nutrirlo, comprendendo come allattarlo. Durante la famosa quarantena (ovviamente non parlo di isolamento per arginare e prevenire la diffusione di malattie contagiose, ma proprio in senso letterale di un periodo di quaranta giorni) la neomamma riposava e imparava a conoscere il suo bambino, mentre le donne della sua famiglia o del vicinato si occupavano delle mansioni come pulire, cucinare, occuparsi di fratelli e sorelle più grandi. Questa forma di accudimento della madre, grazie ad una rete di supporto era in sintonia con l'enorme lavoro che il corpo di una donna che ha appena partorito deve fare. Nei giorni che seguono il parto la madre può vivere emozioni forti e a volte in contrasto tra loro. Può sentirsi spaesata e fragile, e avvertire ogni esperienza di quel momento come singola ed eterna. Spesso questo viene confuso con la depressione post partum, mentre si tratta di baby blues, un'esperienza comune e comunque FISIOLOGICA, legata al normale cocktail ormonale che si presenta nel primo mese dopo il parto, appunto. Oltre al fattore ormonale, c'è poi l'enorme importanza del rispetto per la gigantesca trasformazione che il corpo della donna si trova ad affrontare nuovamente, ma questa volta in molto meno tempo. In nove mesi l'utero cresce fino ad accogliere un bimbo ben formato e le ossa del bacino e della colonna vertebrale cambiano completamente il loro assetto, per favorire il parto e per mantenere in equilibrio il corpo. Dopo il parto l'utero e le ossa tornano in pochi giorni alla loro forma e disposizione normale. Si tratta di un'impresa titanica per il nostro corpo. Quaranta giorni ci vogliono tutti per poter favorire al meglio questo processo.
Spesso, però, mi capita ci incontrare o accompagnare donne che, nonostante abbiano partorito da svariati mesi, è come se fossero ancora in puerperio. Nonostante i loro bimbi abbiano ormai 4, 6, 9 mesi, vivono ancora quel forte spaesamento, le emozioni altalenanti, la sensazione che ogni momento presente che vivono, debba durare per sempre. Mi sono interrogata a lungo sul perché questo accada, con così tanta frequenza. E quello che ho notato è che il modello sociale dominante, oggi, chiede che la donna, anche se neomamma, debba al più presto tornare in forma, perché la pancia e la ritenzione sono brutte, debba celare le sue emozioni, perché farsi vedere triste, fragile, arrabbiata, o stanca, quando hai tra le braccia la tua piccola preziosa e meravigliosa creatura, non va bene; e debba anche tornare al più presto al suo lavoro (remunerato o casalingo che sia), perché ci sono mille cose da fare, e non farle, non va bene.
Inoltre, la rete di supporto alla madre oggi non è presente come in passato, ed ella si trova a vivere queste delicate settimane, troppo spesso in solitudine. Così si devia da un momento, un percorso estremamente delicato, e fisiologico, prolungandolo, in qualche modo. perché anche se cerchiamo di frenare, cambiare o celare questi mutamenti ormonali, essi si presenteranno comunque. e per quanto cerchiamo di andare contro al nostro corpo, esso farà lo stesso quell'enorme lavoro di riassestamento. Ma magari ci impiegherà molto più tempo.
Il puerperio ha delle caratteristiche che vedono intrecciati forza e fragilità, potenza e delicatezza in un modo unico e irripetibile. Non esiste altra esperienza che l'essere umano possa vivere che abbia queste stesse peculiarità. Perciò se lasciassimo spazio alla natura, alla saggezza del nostro corpo, senza forzature, e lasciassimo, rispettosamente e con fiducia, che mamma e figlio vivano questa bolla in cui ogni momento presente sembra eterno e in cui passato e futuro hanno lo stesso indefinito colore, allora, forse, questa bolla, tornerebbe a durare solo quaranta giorni.