Let the altro genitore do the Genitore

Ho commesso degli errori

Quando è nata la mia prima bimba. Non tanto con lei, quanto verso il mio partner.
Sono, o meglio ero, una persona molto intransigente con me stessa, quindi per me sbagli, in particolare in ambito educativo, difficilmente erano contemplabili. Ovviamente agivo nella migliore delle intenzioni e sia per me che per il mio compagno era la prima volta che diventavamo genitori, quindi entrambi facevamo del nostro meglio con gli strumenti che avevamo. Metti questo aspetto del mio carattere insieme al fatto che comunque ero io a passare la maggior parte della giornata da sola con Rachele, visto l'orario di lavoro del mio partner e il gioco è fatto. Tutto quello che riguardava la bambina, o almeno quasi tutto era affare mio.

E voglio chiarirlo bene, in maniera del tutto non intenzionale, era una carico che mi sono presa io.

Perché quando non si concede all'altro uno spazio di autonomia, quello che può succedere è il conflitto costante, oppure l'altro semplicemente si fa da parte.
Io mi ero presa tutto il carico della cura della bambina perché così ero sicura che le cose erano fatte "per bene".
Spoiler: questo "per bene" non esiste.

Poi un giorno abbiamo litigato

E quello sì che lo abbiamo fatto per bene. La cosa bella è che nemmeno ricordo il motivo.
Ricordo che ero appena rientrata a lavoro, in un contesto che non mi piaceva più e non mi permetteva di essere serena. La nostra bimba aveva circa 10 mesi. Io ero semplicemente troppo troppo esausta. Ora avevo sulle spalle il carico del lavoro, buona parte della gestione della casa, e quasi tutta la gestione di Rachele. E non avevamo aiuti, perché eravamo a Roma, quindi lontani dalle nostre famiglie.
Fu uno di quei litigi stupidi che diventano colossali, dovuti al fatto che di base non ne potevo più. A un certo punto ho preso la bimba e me la sono portata a dormire, sbattendo la porta.
Il mattino dopo eravamo molto giù di morale. E Stefano mi disse che era molto triste anche perché non gli avevo permesso di dare la buonanotte a Rachele.

E lì qualcosa ha fatto clic nella mia testa. Mi è stato presentato il conto di tutti i "dai, faccio io che faccio prima" e i vari "lascia fare a me".

In quel momento ho realizzato che nella mia smania di essere efficiente e sul pezzo, non gli avevo lasciato lo spazio di essere il padre che voleva essere. Avrebbe commesso degli errori? Sicuramente. Per me era accettabile? No. Quella situazione, veniva in buona parte da me. Certo, anche lui aveva paura di sbagliare, come genitore, e avere me che lo toglieva dalla situazione scomoda dei cambi pannolino, della gestione pappe ecc...in un certo senso era molto pratico, ma così ci eravamo dati la zappa sui piedi da soli. Io ero arrivata al limite, lui non aveva avuto modo di sperimentare con costanza il suo essere papà, salvo alcune occasioni, e ora che anche lui avrebbe dovuto stare da solo con la bimba per varie ore nei miei turni di lavoro, non sapeva da che parte farsi.

Iniziai a chiedermi "ma, davvero, se sbaglia un pannolino, o mette un vestito diverso, che succede?" La risposta è NIENTE.

non succede nulla se un bimbo esce con un completo non armocromaticamente perfetto. Non succede nulla se il pannolino è largo. Non succede nulla se si cambia pappa per una volta.
I papà che diventano papà adesso hanno una gran voglia di essere genitori! Ma a differenza delle mamme, difficilmente hanno un modello a cui guardare per trovare un esempio di padre partecipe alla vita educativa e giocosa dei figli. Loro partono da zero, spesso con qualche dubbio e insicurezza, ma ammettiamolo, anche noi mamme spesso andiamo un po' a Schiaffoni nella nebbia. Ok la potatura sinaptica ci assiste, ma anche noi sbagliamo. E come dicevo prima quel fare "per bene" con i figli, non esiste. Non confondiamo il "per bene" con "come dico io". Non funziona e ci si ritorce contro.

Per noi renderci conto del loop in cui eravamo è stata la svolta.

Capire che potevamo ognuno essere Genitore con le proprie identità è stato una svolta. Capire che possiamo sbagliare è stato una svolta. Ora abbiamo davvero un carico mentale al 50%.
I bambini imparano tantissimo per imitazione, le neuroscienze lo hanno straspiegato, e spesso noi cerchiamo di essere dei genitori perfetti.
Spoiler di nuovo: non si può. E il rischio è quello di innescare il meccanismo frustrante che se i miei genitori sono perfetti allora io figlio devo essere perfetto e non posso sbagliare.

Voi davvero volete trasmettere ai vostri figli che non possono commettere errori, o imparare da essi o che non possono trovare conforto in voi se sbagliano?

Allora cominciamo a fidarci di noi e anche dei nostri sbagli all'interno della coppia di genitori.
I padri di oggi vogliono essere padri. Cambiare i pannolini, occuparsi dello svezzamento, portare in fascia e tutto il pacchetto completo. Lo faranno come le mamme? No e non devono farlo.
Per citare un collega fighissima @mammafrau, come disse durante una diretta insieme "let the altro genitore do the Genitore".