Nessuno li ha mai allontanati da me

Nessuno li ha mai allontanati da me.

Nemmeno per pesarli, nemmeno per visitarli, nemmeno per controllare il loro stato di salute, o tanto meno per lavarli. Tutte queste cose sono state fatte, sì, ma senza mai che i miei figli fossero allontanati da me, dal mio corpo, dalla mia pelle, dai miei sensi. Ed è andata così tutte e tre le volte.

Quando sento, in questo periodo, di protocolli che non permettono al partner di stare con la compagna in travaglio e parto o di mamme separate dai bimbi per via dei protocolli anticovid, ho un brivido.

Perché abbiamo provato sulla nostra pelle, quanto faccia bene poter mantenere e consolidare quel legame prima di subito. Fa bene a me, fa bene ai miei figli. E non è solo che lo dico io, ma esiste una sequela infinita di fior fiore di studi scientifici che provano quanto sia importante per madre e bambino mantenere questo legame il più a lungo possibile subito dopo la nascita.

E non parlo di minuti, ma di quelle ore

in cui ho studiato ogni pieghina e rughetta di Rachele ubriacandomi per la prima volta dell'odore di neonato, quelle ore in cui Elena ha pianto con il suo grido da aquilotta, si è attaccata al seno con voracità inaudita, e si è addormentata come un sasso, perché lei è cose le cose le fa o non le fa, senza mezze misure da subito. E io mi sono ubriacata di nuovo di odore di neonato. Quelle ore in cui ho sbaciucchiato, annusato, abbracciato Filippo e le sue sorelle e il suo papà senza sosta e in cui ho dormito, dormito insieme al mio bimbo, per sigillare il nostro viaggio insieme. E sì, mi sono ubriacata ancora.

Sono ore vitali. In cui ho sentito costruire le fondamenta della nostra salute come coppie e come famiglia.

Parlo di salute fisica e mentale. E se ci penso in ognuno dei miei parti c'è stato qualcosa di "fuori dagli schemi". Rachele aveva compiuto una rotazione dorsale. Elena è nata alla velocità della Luce che a momenti le ostetriche nemmeno arrivano in tempo. Filippo al disimpegno delle spalle non aveva compiuto del tutto la rotazione, quindi è stato gentilmente aiutato a completarla.

Ma non ho mai avuto paura che ci potesse accadere qualcosa che fosse non rispettoso dei nostri tempi, spazi, bisogni.

Anche quando con Filippo è stato necessario valutare un pochino più a lungo il suo adattamento alla vita fuori dalla pancia, noi siamo stati sempre insieme,

pelle contro pelle, sudore, profumo di neonato, endorfine, baci e latte.

E le ostetriche erano lì, accanto. Mai al mio posto. Con noi, mai sopra di noi. Questo è un grande dono dei parti in casa. Quella struttura di base della salute fisica ed emotiva della donna, della madre, del bambino, dei fratelli e delle sorelle, del padre, della famiglia viene lasciata sbocciare e crescere. Sì, anche quando c'è da controllare qualcosa in più o più a fondo.