We are back!!!!! Il successo folgorante della vacanza inglese

Ok, vi avevo lasciato in sospeso prima della partenza per le nostre vacanze inglesi. Per chi non lo sapesse o non ricordasse, il contesto era il seguente: riusciranno i nostri eroi ad andare in vacanza all'estero con una bimba di quasi due anni senza passeggino e praticamente senza pannolini, vivendo l'esperienza come una vacanza e non come una prova di abilità?

La risposta è Sìììììììì!!! Devo ammettere che le mie aspettative non erano così rosee, ma è stata una delle esperienze più belle mai vissute. Ci siamo stancati, è vero, ma non era il tipo di vacanza relax, drink e lettino sotto al sole. Stiamo parlando di Londra e Inghilterra on the road, quindi tanti spostamenti, chilometri da macinare e tanto tanto da esplorare. Con una bimba di quasi due anni con l'argento vivo addosso.

I dubbi prima della partenza c'erano. Cosa metto in valigia? Farà freddo? Probabile. Pioverà? In Inghilterra a Settembre? Praticamente una certezza cosmica. Quanti ricambi portare? E i pannolini? Ok, Abbiamo una statistica di un incidente di classe pipì ogni tre giorni. Potrebbero esserci situazioni in cui non avremo modo di portare Chichi in bagno. Scegliamo di prendere con noi 10 pannolini usa e getta a mutandina (per non mandarla troppo in confusione, ma nel contempo per fronteggiare situazioni critiche). Il passeggino è fuori discussione, non si porta, piuttosto, che fascia prendere? Ce ne vuole una sostenitiva ma leggera e poco ingombrante (sempre per quel maledetto bagaglio striminzito che possiamo portare in cabina). Opto per la Firespiral taglia 4 misto lino.

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Rachele da un po' di tempo è molto affascinata dagli aerei (abitando vicino ad una pista di atterraggio ne vede in quantità), per cui già il volo è stata un'eccitante avventura per lei: entrare dentro un aereo, decollare, volare fin su in alto nel cielo e….stop. Appena arrivata in quota è crollata addormentata. La stessa cosa si ripeterà al ritorno. Anche noi approfittiamo per un sonnellino. All'aeroporto di Stansted la prova più dura è affrontare l'interminabile fila alla dogana,ma sorprendentemente e nonostante la stanchezza, con Rachele siamo riusciti a trovare momenti di gioco e lei riusciva a strappare sorrisi ovunque. Perché lei è così, fa nascere sorrisi.

Arrivati a Londra, io e il papà eravamo impegnati a capire come raggiungere il nostro appartamento e lei osservava paziente il mondo che la circondava. Sono sicura che capisse che ci trovavamo altrove. In un posto nuovo, lontano da casa, dove tutti parlano diverso da noi, dove gli autobus sono tutti rossi e a due piani (lei li chiamava MIAOBUS, perché le ricordavano l'autobus gatto di Totoro, uno dei suoi film preferiti). Per Londra è stata sempre estremamente curiosa ed entusiasta (a volte pure troppo, andava a parlare con tutti, ovunque) e come tattica abbiamo adottato quella di fare almeno una o due volte al giorno una sosta in uno dei numerosi e curatissimi parchi londinesi, dove lei potesse correre libera a cercare oche, cigni (a proposito, sapevate che tutti i cigni sul territorio inglese sono sotto la protezione e di possesso di Sua Maestà la Regina?), e scoiattoli, senza correre rischi e decomprimersi, dopo tanto tempo passato a camminare con calma, tenendo la mano di mamma e papà o a dormire in fascia. Con queste semplici strategie siamo riusciti ad andare nei musei (sono quasi tutti gratuiti e curatissimi), nei grandi magazzini come Harrods, a mangiare al ristorante (prediligendo comunque lo street food) e ovviamente nel paradiso dei bambini, Hamleys….uno dei negozi di giocattoli più bello e grande al mondo (loro dicono di essere il più bello e il più grande in assoluto), in cui non eravamo più due adulti e una bimba, ma tre bimbi. Impossibile non scatenarsi lì dentro. E poi ovviamente ci siamo mossi tantissimo con i mezzi: autobus, metro, treni.

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Anche come alloggio avevamo optato per l'appartamento a Londra, per avere più libertà di movimento e per agevolarci un po' nei pasti. E pure nella seconda parte del viaggio, quella on the road, la cosa che ci ha semplificato molto il soggiorno era il fatto che eravamo a casa di due carissimi amici, quindi, comodi, rilassati, con possibilità di fare la spesa e cucinare, senza dover sempre per forza andare a mangiare fuori, con il bagno a disposizione e anche la lavatrice.

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Per gli spostamenti in questa seconda parte del viaggio abbiamo affittato una macchina. E la curiosità, la meraviglia è sempre stata presente negli occhi di Rachele, che continuava a rubare sorrisi, anche al più burbero signore britannico presente sul treno. E vederla così, serena, partecipe, ci ha reso felici, rilassati, abbiamo potuto godere della vacanza, anche se spesso dovevamo rincorrerla per il negozio, o impedirle di infilarsi nella cucina del ristorante tailandese, o cercare disperatamente un bagno sul lungomare di Norfolk perché ne aveva bisogno proprio in quel momento.

Ammettiamo anche che la cosa che ci ha aiutato di più è stato probabilmente il tempo. Sì, perché contro ogni logica meteorologica, a settembre, in Inghilterra abbiamo avuto 30 gradi e 9 giorni e mezzo di sole su 10. Pazzesco, ma ehi, ci vuole anche fortuna a volte!

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Resoconto finale, quindi?

È stata una vacanza? Decisamente sì, fantastica per mamma e papà, che sono riusciti anche a stare molto tempo insieme, è fenomenale per Rachele che è cresciuta tantissimo e iniziava a parlare in inglese

I bagagli li avevamo preparati bene? Sì, avevamo troppa roba calda, che sarebbe servita in caso di normale tempo piovoso inglese, ma alla fine le cose più leggere le abbiamo lavate e riutilizzate.

Ci voleva il passeggino? Per carità, no! E come fai con tutti quegli spostamenti a pensare anche al passeggino? Diciamo che come prevedevo ci sarebbe voluta una fascia più pesante, ma avrebbe ingombrato il doppio nel bagaglio. La Fispi ha fatto il suo egregio dovere.

E con i pannolini? Dieci ne avevamo portati e dieci ne abbiamo utilizzati. A volte non è stato proprio possibile andare in bagno, o perché non c'era o perché era meglio non andarci. Al mattino chiedevamo sempre a Rachele se voleva il pannolino o le mutandine e rispettavamo la sua decisione, portandoci sempre con noi comunque ricambi, salviette e pannolini.

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Dichiaro dunque che le vacanze con i propri bimbi sono un'esperienza che merita di essere vissuta al 100% con stupore, meraviglia e curiosità, ogni volta che se ne ha l'occasione! Perché dobbiamo fidarci dei nostri bimbi. Se gliene diamo l'occasione loro ci stupiranno sempre con la loro capacità di adattamento e inventiva.

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