Quale supporto scegliere?

Sicuramente un supporto ergonomico che rispetti la fisiologia del bimbo e del portatore. In commercio esistono tantissimi supporti e il mercato degli stessi è in continua crescita ed evoluzione. Purtroppo, come sempre accade in giro ci sono anche cose (fatte pagare oltre tutto a peso d'oro) che pur rispettando alcuni criteri europei di ergonomicità non rispettano magari la fisiologia del neonato, perciò è sempre bene valutare ogni acquisto con attenzione.

Secondariamente non bisogna dimenticare che ogni bimbo è a sé  e che ogni diade bimbo/mamma (o più in generale bimbo/portatore) e a sé, perciò bisogna scegliere il supporto che meglio soddisfa le proprie esigenze.

In generale per essere guidati verso il giusto acquisto o legatura, nel caso della fascia, può essere d'aiuto porsi alcune domande:

  • quanto ha il mio bambino?
  • quanto pesa il mio bambino?
  • in che situazione ho bisogno e desiderio di portare il mio bambino? (camminate, in casa, all'aperto, se sono a cena con gli amici, ecc...)
  • voglio usare la fascia per calmarlo in caso di coliche o per alleviare il reflusso o per favorire il sonno del mio bambino?
  • una volta apprese le legature, nel caso della fascia, continuerà ad usare la fascia o voglio un supporto più intuitivo o che semplicemente non strisci a terra?
  • Chi porta il mio bambino? (solo la mamma, anche il papà, nonni, zii...) 

Per semplificare, in merito alle tipologie di supporti, abbiamo:

la fascia, che può essere elastica o tessuta. La prima da una sensazione avvolgente e mantiene nel neonato la percezione di contenimento dell'utero. È fatta in jersey cotone più o meno sostenuto e normalmente è meno costosa della tessuta. Preferita dai portatori meno esperti perché più maneggevole è però meno sostenitiva e normalmente richiede di passare ad altro supporto raggiunti i 6/8 kg del bimbo. La fascia tessuta è il supporto più versatile e sostenitivo in assoluto. Viene definita anche rigida in contrapposizione a quella elastica e ha un'armatura in diagonale, che permette il massimo sostegno unito all'avvolgenza e morbidezza. Le più comuni sono in cotone, ma spesso si possono trovare fasce miste con cotone e lana, lino, seta, canapa, bambù.

La fascia tessuta permette di portare il bimbo pancia a pancia, sul fianco e sulla schiena.

Il mei tai e l'onbuhimu sono dei supporti semistrutturati, rispettivamente derivanti dalla tradizione cinese e giapponese. Generalmente in cotone e talvolta realizzati con lo stesso tessuto dele fasce, permettono di portare il bimbo pancia a pancia o sulla schiena. Se ne sconsiglia l'utilizzo dalla nascita, poiché nei neonati si andrebbe a forzare l'articolazione dell'anca e non viene sufficientemente sostenuto il capo. Per l'utilizzo di questi supporti sarebbe quindi meglio aspettere che il bimbo sostenga bene il collo.

Sono un buon compromesso tra la fascia e il marsupio, quindi l'ideale per chi, si sente a disagio con l'idea di imparare vere e proprie legature, ma non trova comodo un supporto totalmente strutturato come il marsupio.

Strutturati (ovvero i cosiddetti marsupi): statisticamente i supporti preferiti dai papà. Eh sì anche il papà vuole portare oggi come oggi. Ce ne sono per tutti i gusti. A noi piacciono quelli ergonomici e che rispettano la fisiologia del bambino. Per il resto ce ne sono di più o meno regolabili, con più o meno optional, più o meno imbottiti e qui, davvero, andiamo sul gusto personale. Anche con gli strutturati si può portare pancia a pancia o sulla schiena

perciò quando si vuole scegliere un supporto babywearing è consigliabile chiedersi: chi porta prevalentemente in famiglia? Quanto voglio portare? In quali situazioni? 

E il fronte mondo?

Portare fronte mondo, ovvero con la schiena del bambino contro la propria pancia è caldamente sconsigliato, anche se in tantissimi libretti di istruzioni di marsupi è una soluzione contemplata.

In realtà portare fronte mondo costringe la colonna vertebrale del bambino a una postura iperestesa innaturale e potenzialmente dannosa. Nel caso dei maschietti, poi, il peso del corpo andrebbe a gravare eccessivamente sui genitali, anche qui con il rischio di creare patologie. Sul piano neurologico, inoltre, questa postura costringe a una eccessiva stimolazione sensoriale, dalla quale il bambino non ha modo di proteggersi (per fare un paragone, è come se metteste il vostro bimbo a pochi centimetri dalla televisione). Per cui, se si può evitare è molto meglio.